Morino vecchia

 

Una splendida mattinata autunnale armato della mia Nikon D60, accompagnato da alcuni amici, ho visitato la vecchia Morino distrutta dal terremoto del 1915.

Morino è una simpatica cittadina in provincia dell’Aquila, la si può raggiungere con la superstrada Sora-Avezzano ed offre, oltre alla stupenda cascata di Zompo lo Schioppo, la possibilità di diverse escursioni per chi ama la natura e la montagna.

Incoraggiato dallo splendido sole e dai limpidi colori caldi dell’autunno, mi sono inoltrato tra le stradine, o ciò che resta di esse, della Morino vecchia alla ricerca di immagini e sensazioni.

Ho trovato un paese ormai morto, abbandonato, invaso dalla vegetazione e con pochi segni di tentativi per renderlo agibile ai visitatori, ma che offre, comunque, panorami suggestivi sul paese nuovo, sul monteViglio, sul monte Crepacuore.

 

Offre la visione del campanile (scampato quasi integro dalla furia del terremoto), di qualche arcata della chiesa, di un paio di palazzi patronali e di pochi altri ruderi più o meno ricoperti di vegetazione.

Ho potuto ammirare i colori caldi dell’autunno, ma anche quelli tristi dell’abbandono. Ho visto inferiate che non hanno più niente da proteggere e balconi che non saranno mai più fioriti o vestiti a festa per il giorno del santo patrono, finestre che si aprono ancora su panorami da ammirare ma che non riparano più dal freddo e dal vento. Ho varcato ingressi che non danno più il senso della sicurezza e del riposo perché più nessuno vi entra.

Sono passato vicino ad arcate della chiesa che non risuonano più per le preghiere e i canti dei fedeli e ho camminato per strade non più rese vive dai giochi chiassosi dei bambini o dai richami dei carrettieri. Un paese dove la vita è sì morta, ma per risorgere e continuare altrove.

 

comuneamico morino abruzzoLa Via Dei Lupi

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